Celenza Valfortore - 31 ottobre 2002, ore 11:32
Proprio quando le scene di rovina dovute alle violente e incessanti piogge e grandinate dei mesi scorsi sembravano ormai solo un ricordo, in una tiepida e tranquilla mattinata d'autunno, la natura ci ha costretto nuovamente a riflettere sull'impotenza dell'uomo di fronte ad eventi dagli effetti imprevedibili come il terremoto. E' bastato un sordo boato e pochi secondi di tremolio per catapultare l'intero paese in strada. Pochi secondi, ma per la gente in strada ancora attonita, per tanti anziani che a fatica cercavano di uscire, per tante persone in preda al panico, per i tanti bambini, ragazzi e insegnanti nelle scuole, sono stati attimi interminabili. Per tutti il sollievo di vedere che nulla di grave era accaduto, ma in ognuno la sensazione che una scossa così forte non poteva non far danni. Poi solo un continuo correre di genitori impauriti verso le strutture che ospitano le scuole, per riabbracciare quei bambini ancora in lacrime, senza sapere che in un'altra scuola, in un paese del vicino Molise, a San Giuliano di Puglia, si stava consumando una tragedia. Tutti, tornando a casa dopo esserci sincerati e rincuorati delle condizioni di parenti e amici, abbiamo visto in TV le scene di disperazione che facevano da sfondo alle immagini di quelle macerie: le macerie della scuola in cui sono morti i "27 angeli" di S.Giuliano. Dopo un giorno di tregua, che poteva far presupporre un rapido ritorno alla normalità, alle 16:02 una nuova scossa riversa la gente nelle strade. Negli occhi ancora quelle immagini, nel cuore la paura di rientrare in casa. Tanti quella sera, e per molte altre sere, hanno dormito in macchina soffrendo il freddo dell'inverno alle porte. La settimana seguente solo un continuo andirivieni di periti e vigili del fuoco venuti per accertare i danni agli immobili. Giorno dopo giorno abbiamo visto il nostro paese riempirsi di transenne. Oggi quasi tutto il centro storico è inagibile, tutte le nostre chiese sono state chiuse e molte famiglie hanno dovuto lasciare la propria abitazione. Solo da poco, grazie all'impegno del Dott. Fasano, Prefetto della Protezione Civile per il sisma, coinvolto dal nostro Vescovo e dal nostro Sindaco, nel venirci incontro alla necessità di avere un luogo di culto, è stata approntata da un gruppo di volontari della Protezione Civile, in brevissimo tempo, un nuovo luogo dove ci incontreremo per riscoprirci comunità parrocchiale: lo spazio sotto piazza Malice è diventato la nostra chiesa d'emergenza.
Visita i nostri spazi...